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Il Calabrone -Concerto con Capossela - Luglio 2006
Pennabilli - Giugno 2007 Riduci
Il calabrone

Ripensando in  7 battute di pausa di contrada chiavicone  (nelle quali col tempo ho imparato a non suonare ) a come mi ci trovavo io sul palco con vinicio capossela mi sono ricordato di quando sono andato da paolo con un cd e gli ho detto "senti a pa a me piace sta canzone la facciamo con la banda?" lui col suo solito fare mi ha detto "va bene perche' no"....... e  sei mesi dopo...e sei mesi dopo la stavamo suonando si quella canzone.... sul palco con Vinicio Capossela....

"va bene, perche' no" pensavo e guardavo Paolo e mi veniva da ridere...anche se non c'era un c(...) da ridere che erano finite le 7  battute di pausa e dovevo attaccare ed uno che suona la tromba deve imparare a ridere dentro se vuole attaccare in tempo,  che poi e' facile e aiuta pure a suonare ridere.......

Insomma  mi trovavo con 3000 persone "pazze di gioia" tutte in piedi a ballare e cantare con una banda che soffiava che neanche i monsoni , con una ritmica che se stavamo
a Pompei avrebbe svegliato e fatto ballare  pure quelli che stanno in bacheca la' secchi
da migliaia d'anni, (che poi non ho mai capito che cazzo ci va a fare la gente a vederli vabbe ma questa è una cosa mia) insomma  gli ottoni che luccicavano, noi che brillavamo piu degli strumenti, attori e spettatori.

Ballando ogni tanto tra noi acciaccandoci i piedi come gia scritto in una mail, carezzati da una luna mezzo bicchiere  di latte in mezzo al cielo, un cielo trasparente che incorniciava stelle timide assediate da un buio blu senza fine, un silenzio che era una lastra d'acciaio sulla quale la musica veniva incisa a caldo,  una musica alla quale noi partecipavamo anche quando non suonavamo, come tasti di un pianoforte che aspettando il loro turno vibrano lo stesso un po, impercettibilmente, per Sin Pathia, per sentire comune appunto.
Interpreti moderni di un rito che su quei sassi si ripete da secoli. Un concerto nell'antica roma con l'elettronica e la magia.

gia, la magia......

La magia delle canzoni di vinicio che nonostante o forse grazie alla precarieta delle sue esecuzioni assapori come spicchi di mandarino, la magia delle nostre mani e dei nostri occhi , la magia di quel posto che quella sera era la nostra porta aperta sull'infinito, e bastava alzare un dito non per toccare il cielo ma per fare il solletico a Dio.

Triste e' la condizione dell'uomo che non riconosce la magia che lo avvolge pensavo. Ai suoi occhi il tempo a poco poco  porta via tutto ma proprio tutto.... la bellezza la memoria le persone care  e infine la vita, ma non sa.. 
 
non vede che certe cose non finiscono....
.....ecco ho sempre pensato che anche le  note che non sentiamo piu quando la musica finiscein realta non finiscono..... scivolano via............ho sempre pensato al  silenzio come ad una porta e che la musica quando non la sentiamo piu va'  a finire da qualche parte dall'altra parte. quell'altra parte dove un giorno la ritroveremo insieme a tutte le cose che crediamo aver perduto...

e le persone non sono diverse dalle note......

E poi succede che certe volte le porte si aprono... e il tempo si fa da parte e le due parti si uniscono.
Allora tutto diventa possibile..........
Nell'aria quella sera c'era tutta la musica del mondo. Tutta la musica di tutti i musicisti del mondo di tutti tempi. NON e' stato difficile prendere le note che ci servivano e suonare. Le note venivano da sole perchè volevano venire... erano li per quello. e noi pure. Per ridar vita a tutte le note del mondo temporanemante in sonno. Certe volte, dice coelho,   l'universo intero congiura per la nostra felicità.
Certe volte la bellezza e cosi concreta  che la tocchi coi polpastrelli ed è uno spettacolo
che lascia atterriti e spezza il fiato. La poesia di certe notti ed e' uno spettacolo magnifico ma bisogna fare attenzione. dopo ci si sente con i sensi in disordine storditi assorti a rielaborare le sensazioni per 3 o 4 giorni come è successo a me. Le emozioni possono provocare lacerazioni profonde, se per una sera alle emozioni hai deciso di darti in pasto......

Ora....

Secondo studi dell'universita di Cambridge il calabrone dato il rapporto tra la sua massa corporea l'ampiezza e la frequenza del battito delle sue ali non puo', secondo le leggi della fisica, volare.
Ma lui non ci va a Cambridge.... si.... insomma.... nessuno glielo ha mai detto e cosi lui continua a farlo...

Questo dobbiamo a Paolo credo. l'aver reso possibile qualcosa con la  purezza  dell'incoscenza che è propria dei bambini e dei saggi,  con la  leggerezza di chi le cose le fa e basta.

di chi ti dice "si perchè no ?"  di chi fa aspettare vinicio con una mano e con l'altra ti da l'attacco come se stessimo un martedi qualunque in aula 15........

Perche poi in fondo che gliene frega al calabrone della fisica...no?

Mario
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